Meditazioni sul Vangelo

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Meditazioni sul Vangelo

Augurio di Natale

Auguri di Natale

Primo augurio
Nella notte di Natale gli Angeli ci invitano a gioire, ma gioire perch?... I dati incontestabili che il Vangelo ci mette sotto gli occhi non sembrano molto propizi per suscitare la gioia: Per loro non c'era posto nell'alloggio... il suo figlio primogenito lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia. Questo ci che l'uomo pu offrire al suo Creatore: o un rifiuto o una stalla! Non abbiamo proprio di che vantarci. Ma la cosa sorprendente che gli Angeli esplodono di gioia quando gli uomini offrono a Dio il ricovero della loro stalla. Ecco allora un augurio non banale: che ognuno di noi possa offrire al Signore il ricovero disadorno e maleodorante della propria stalla, faremo allora gioire prima di tutto Lui, perch cos pu salvarci, e poi noi quando sperimenteremo i benefici della sua salvezza!...

Secondo augurio
Per loro non c'era posto nell'alloggio... il suo figlio primogenito lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia. Ges nasce, ma non in un luogo bello e confortevole, non nasce nel nostro alloggio pi o meno riccamente arredato in cui tentiamo di nascondere a noi e agli altri la disperazione che ci opprime e l'incapacit di amare che fa di noi dei barbari... Ges nasce invece in una stalla, per dirci che la nostra abitazione pi disadorna e maleodorante che ha un disperato bisogno di Lui. l che sono condotti dagli Angeli i pastori, e se anche noi ci lasceremo condurre dagli Angeli scopriremo che la bont di Dio si rivela proprio nelle desolazioni e negli orrori da cui vorremmo sempre e inutilmente fuggire. Ecco allora l'augurio: "Che ognuno di noi non tema di lasciarsi condurre l dove non vorrebbe, l dove non immaginerebbe, l dove la Gloria del Cielo e il Volto del Bimbo che sar la nostra beatitudine eterna ci attendono!..."

Brevi riflessioni

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Meditazioni

Consapevole che le meditazioni proposte non sono che incerti balbettii, faccio appello alla carit del lettore perch vengano accolte con benevolenza. In fondo, davanti a Dio, siamo tutti dei bambini bisognosi di imparare a parlare l'unica lingua che si parli nel suo Regno, la lingua dell'amore.

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