Meditazioni sul Vangelo

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Osservare le regole per nascondere scomode verità

Osservare le regole per nascondere scomode verit

Il progresso spirituale delluomo comporta il riconoscimento di alcune scomode verit; ad esempio: che luomo infelice, che luomo anche cattivo, che non ama molto il suo Dio, non ama molto il prossimo e non ama bene neanche s stesso... Ci che nelle profondit dellanima soffoca e opprime quanto Dio ha fatto puro e splendente come un diamante, piuttosto spiacevole da guardare e fa soffrire, allora cerchiamo mille espedienti per nascondere la realt; ingannando noi stessi e gli altri diciamo: Non vero che sono infelice, non vero che sono cattivo, non vero che non amo Dio.

I farisei, con losservanza scrupolosa di regole puramente esteriori, cercano di nascondere quanto non hanno il coraggio di ammettere, cercano di proteggersi da una realt che li condanna, ecco allora che non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani senza aver fatto le abluzioni e osservano per tradizione lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti Lavano lesterno per non ammettere di essere sporchi allinterno. Vogliono apparire giusti per farsi ammirare dagli uomini e dicono: Vedete come siamo puri, come siamo santi, come osserviamo la legge, come amiamo Dio!. Ma Dio non singanna, lui sa distinguere senza incertezze di giudizio ci che autentico da ci che non lo ; in sua presenza devono cadere le maschere e il suo giudizio inappellabile: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore lontano da me.

Il lievito dei farisei non si esaurito con la morte dei farisei, sempre gli uomini cercano di nascondere ci che li inquieta e combattono aspramente chi denuncia i loro disordini, le loro menzogne, le loro ipocrisie; pochi vogliono cercare le cause dei loro mali, troppi si accontentano di curare malamente i sintomi; chi detiene il potere tende a moltiplicare le regole imponendo pesi insopportabili sulle spalle dei deboli, ma quei pesi loro non li toccano nemmeno con un dito (Lc 11, 46).

Perch i tuoi discepoli non si lavano le mani, ma prendono cibo con mani impure? La sfida contro Ges continua implacabile, e continuer fino allultimo sangue. In fondo la posta in gioco la scelta del salvatore: Ci salveranno le nostre regole e le nostre terapie o Ges?. Quando si segue Ges prima o poi bisogna affrontare un momento critico, perch lui, che Luce del mondo e medico delluomo, vorr guardare anche l dove noi non vorremmo e, per poterle guarire, scoprir le piaghe pi ripugnati; star a noi accogliere o respingere la terapia prevista; se laccoglieremo soffriremo e guariremo, se non laccoglieremo, sul momento non soffriremo, ma la malattia si aggraver.

Anche nella nostra anima possiamo trovare, in misura maggiore o minore, ci che la rende impura, perch dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurit, furti, omicidi, adultri, avidit, malvagit, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dallinterno e rendono impuro luomo (Mc 7, 1-23). Se poi diciamo che non vediamo affatto in noi tutte queste cose cattive, pu voler dire che gi siamo stati guariti, ma verosimilmente le ragioni sono altre: forse ci siamo allontanati cos tanto dalla luce da vivere nelle tenebre senza nemmeno accorgercene, oppure perch Ges, vedendoci troppo deboli, ritiene che non sia ancora il momento di fare certe operazioni. Ad esempio, difficile che qualcuno riconosca la stoltezza dei suoi comportamenti. Eppure, oggi ampiamente diffusa la somma stoltezza di vivere come se Dio non ci fosse, e per questa stoltezza lumanit sempre pi oppressa da orribili mali. Questa stoltezza non solo dei non credenti, infatti, pi lasciamo agire in noi la luce di Cristo, pi ci rendiamo conto che la nostra fede pi piccola di un granello di senape (Lc 17, 6); anche noi, spesso, stoltamente viviamo come se Dio non ci fosse, stoltamente ci impegniamo poco a cercare il suo volto, stoltamente contestiamo la sua volont, stoltamente non ci fidiamo di chi ci vuole bene.

A proposito dellamore fraterno, rischiamo molto di ingannare noi stessi e il prossimo, infatti, se non ostacoleremo troppo lazione del Signore, dovremo riconoscere che i nostri atti esterni di amore non corrispondono sempre a una vera benevolenza verso i fratelli, soprattutto verso certi fratelli; lasciamo loro credere che li amiamo, ma non li amiamo veramente; oscuramente loro lo sentono e soffrono, e quando non siamo amati anche noi lo sentiamo e soffriamo. Il padre Molini illustra bene la situazione: Noi non ci amiamo gli uni gli altri perch abbiamo paura gli uni degli altri, e abbiamo paura gli uni degli altri perch non ci amiamo. Dovremmo avere il coraggio di riconoscere le nostre piaghe e lasciare libero Ges di guarirle come meglio crede, altrimenti il nostro male rimane.

Che la Santa Vergine sia sempre al nostro fianco quando il divino chirurgo vorr operare.

Brevi riflessioni

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Meditazioni

Consapevole che le meditazioni proposte non sono che incerti balbettii, faccio appello alla carit del lettore perch vengano accolte con benevolenza. In fondo, davanti a Dio, siamo tutti dei bambini bisognosi di imparare a parlare l'unica lingua che si parli nel suo Regno, la lingua dell'amore.

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