Meditazioni sul Vangelo

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Il segno della moltiplicazione dei pani

Il segno della moltiplicazione dei pani

Già nell’antica alleanza Dio educava il suo popolo con dei segni relativi a un nutrimento miracoloso. Il profeta Eliseo con venti pani d’orzo aveva sfamato cento persone. Gesù con cinque pani d’orzo e due pesci ne sfama cinquemila. L’evangelista Giovanni scrupolosamente precisa che i miracoli di Gesù sono dei “segni”. Un segno ha la funzione di orientare verso qualcos’altro, sarebbe quindi stolto rimanere fermi sul segno e non raggiungere ciò che il segno indica. Dobbiamo però riconoscere che, tanto o poco, tutti facciamo fatica a passare dalla realtà del segno alla realtà della cosa significata.

Il miracolo della moltiplicazione dei pani dice che Dio vuole nutrire gli uomini con un pane non comune, un pane che non è di questo mondo, un pane diverso da tutto ciò che il mondo può offrire. Gesù sa che mai il pane del mondo potrebbe saziarci, allora, attraverso dei segni, offre il suo pane. In fondo, il fine che Gesù si propone con la moltiplicazione dei pani, è condurre l’uomo alla consapevolezza che Dio vuole dare come nutrimento sé stesso, e la cosa è enorme.

Infatti, perché il pane di Gesù possa nutrirci efficacemente dobbiamo accettare una trasformazione, dobbiamo lasciare a Dio la libertà di toglierci il gusto per tutto ciò che il mondo offre affinché possa crescere il gusto per il nutrimento che Lui dona. O ancora: dobbiamo accettare di diventare infelici secondo il mondo per diventare beati secondo Dio: beati i poveri, beati gli afflitti, beati i perseguitati, beati quelli che hanno fame e sete … Il programma è di ampio respiro, inizia nel tempo e finisce oltre il tempo, prevede trattamenti sconcertanti, fasi incomprensibili, sensazioni contraddittorie, alternanza di consolazioni e desolazioni; più saremo docili e certi delle capacità insuperabili di Colui che ha cura di noi, più riusciremo a comprendere che il traguardo verso cui siamo diretti è una gioia e una gloria inimmaginabili; più lasceremo fare il Signore secondo i suoi gusti, rinunciando ai nostri corti pensieri e alle nostre mormorazioni, meno tormentato e doloroso sarà il percorso.

Maria, che per prima si è nutrita del “Pane degli Angeli”, accresca in noi il desiderio del “Pane vivo” che attraverso lei è venuto nel mondo.

Brevi riflessioni

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Meditazioni

Consapevole che le meditazioni proposte non sono che incerti balbettii, faccio appello alla carità  del lettore perché vengano accolte con benevolenza. In fondo, davanti a Dio, siamo tutti dei bambini bisognosi di imparare a parlare l'unica lingua che si parli nel suo Regno, la lingua dell'amore.

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