Meditazioni sul Vangelo

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Fuga e lotta con Dio ... 1/2

Fuga e lotta con Dio ... 1

La gravità del peccato originale e di ogni peccato, è nel fatto che l'uomo, non solo non crede alle parole di Dio, ma stoltamente giudica più credibili le parole del demonio. Questo da origine alla situazione penosa, complicata e paradossale in cui ci troviamo a vivere. Ogni peccato infatti, produce prima o poi tribolazioni e morte a cui è impossibile sfuggire, e il paradosso è che per l'accecamento prodotto dal peccato noi riteniamo che il demonio sia nostro amico e Dio nostro nemico. Allora, quando Dio si avvicina, l'uomo si nasconde e ha paura (Gn 3, 10).

Don Divo Barsotti lapidariamente ed efficacemente dice che ormai: La reazione che ha l'uomo di fronte al Signore è la fuga. Ma il dramma non finisce qui. Se Dio insiste a cercare l'uomo per manifestargli nonostante tutto il suo amore e offrirgli un rimedio, una via di salvezza; la sua reazione può spingersi fino all'estrema stoltezza di condannare Gesù alla morte di croce. Il che fa esclamare al santo curato d'Ars: Comprendere che noi siamo l'opera di Dio è facile; quello che è incomprensibile è che la crocifissione di Dio sia opera nostra.

Dio è la perfezione assoluta della conoscenza, dell'amore, della vita, della gioia, della bellezza… e noi siamo coloro a cui la conoscenza, l'amore, la vita, la gioia, la bellezza… mancano in modo assoluto. È inevitabile allora che quando Dio si avvicina emerga il contrasto fra la gloria del suo essere e la povertà del nostro nulla. La cosa non sarebbe grave, anzi, sarebbe magnifica se fossimo innocenti, perché vivremmo qualcosa di simile allo splendore del rapporto fra una mamma e il suo bambino; un bambino ha bisogno di tutto ed è felicissimo di ricevere tutto da sua madre. Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli (Mt 18, 3) ...

Brevi riflessioni

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Meditazioni

Consapevole che le meditazioni proposte non sono che incerti balbettii, faccio appello alla carità  del lettore perché vengano accolte con benevolenza. In fondo, davanti a Dio, siamo tutti dei bambini bisognosi di imparare a parlare l'unica lingua che si parli nel suo Regno, la lingua dell'amore.

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