Meditazioni sul Vangelo

Meditazioni sul Vangelo

Meditazioni sul Vangelo

Meditazioni sul Vangelo

L'insegnamento degli apostoli

Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli

At 2, 42a

Negli Atti degli apostoli detto che i primi cristiani erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli. A proposito di questo insegnamento potremmo chiederci:

1 - Come nato l'insegnamento degli apostoli?

2 - Quali sono i suoi punti fondamentali?

3 - A che cosa tendeva?

4 - Come mai questo insegnamento valido ancora oggi?

1 - Come nato l'insegnamento degli apostoli

Alla prima domanda potremmo rispondere nel modo seguente: gli apostoli erano persone che avevano accettato di lasciarsi coinvolgere in una storia pi grande di loro; questa storia, in un primo momento splendida, li ha condotti a vivere la pi grande delle catastrofi, questo ha comportato per loro un passaggio dalla gioia al dolore, dalla speranza alla disperazione, dalla luce alle tenebre.

Tutto era incominciato quando, in un giorno ordinario della loro vita, lo sguardo d'amore di Ges si era posato su di loro e in quello sguardo avevano intravisto una luce e un amore capaci di rispondere alle attese pi profonde del loro cuore. Affascinati da quel Volto e da quello sguardo avevano lasciato tutto per seguire Ges.

Nei primi tempi le cose erano andate abbastanza bene, Ges aveva successo, le folle accorrevano a Lui, il suo insegnamento suscitava ammirazione, i suoi miracoli impressionavano, la gente pensava addirittura a farlo re, tutto faceva pensare a un crescendo di gloria e di prosperit. Col passare del tempo per, insieme al partito di coloro che gli erano favorevoli, un altro se ne stava formando, era il partito di coloro a cui l'insegnamento ed il comportamento di Ges incominciavano a dare fastidio, era il partito di coloro che non volevano venire alla Luce perch le loro opere erano malvagie, preferivano illudersi di essere buoni piuttosto che riconoscere la loro cattiveria; troppo costava al loro orgoglio ammettere che l'insegnamento e la vita di Ges esigevano un cambiamento radicale della loro vita.

Questo contrasto fra la bont di Ges e la malvagit dei malvagi raggiunger un estremo tale da rendere inevitabile un regolamento di conti. A questo punto accade qualcosa che ha sorpreso gli apostoli e dovrebbe sorprendere anche noi; Ges si offre, senza difesa, nelle mani di coloro che Lo odiano ed il mistero della malvagit si scatena contro di Lui. l'agonia del Getsemani ed il dramma del Calvario.

Per Ges e gli apostoli l'ora delle tenebre. Ora di dolore, di angoscia e di smarrimento, ora in cui ci che non dovrebbe accadere accade: la notte e la morte sembrano avere l'ultima parola, sembrano trionfare sulla sapienza e la bont. E loro che avevano lasciato tutto per seguire Ges si ritrovano sprofondati nella solitudine e nello smarrimento di fronte alla insospettata violenza con cui il Mistero dell'iniquit (2Ts 2, 7) si abbatte su Colui che era diventato la ragione e la speranza della loro vita; loro che sinceramente amavano Ges si sentono confusi nel dover constatare la loro impotenza ad aiutarlo, ma ancor pi confusi saranno quando proprio loro Lo abbandoneranno nell'ora del dolore.

a questo punto che, contro ogni speranza, ci che non era mai accaduto accade: Ges risorge, si mostra a loro, li accoglie, li perdona, li conforta. La speranza rifiorisce, la pace e la serenit tornano a rinfrancare i cuori afflitti. Tuttavia, la presenza visibile di Ges verr concessa loro solo per quaranta giorni e secondo tempi e modi indipendenti dalla loro volont. Poi, Ges sale al cielo e gli apostoli si ritrovano soli. - Come alternanza di alti e bassi non c' male... -.

Chi li guider adesso che Ges non si vede pi, chi potr sostituire la sua presenza? Non rimane loro che ubbidire alle parole che avevano udito da Lui: Io mander su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi rimanete in citt, finch non siate rivestiti di forza dall'alto (Lc 24, 49).

Si ritrovano quindi in attesa di qualche cosa che deve accadere, ossia della venuta dello Spirito Santo. Il giorno di Pentecoste lo Spirito Santo viene ad illuminare le loro menti e ad infiammare e fortificare i loro cuori; il momento in cui comprendono in profondit le parole di Ges ed il senso della loro storia con Lui. Abitati dallo Spirito Santo, che porta a compimento l'opera della loro salvezza, sono pronti ad annunziare a tutti le grandi opere di Dio (At 2, 11).

La predicazione di Pietro

Il giorno di Pentecoste Pietro inizia cos la sua predicazione: uomini di Giudea e voi tutti che siete a Gerusalemme... uomini di Israele, ascoltate queste parole: Ges di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso oper fra voi per opera sua, come voi ben sapete - dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mezzo di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perch non era possibile che questa lo tenesse in suo potere... Questo Ges Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire (At 2, 14..22-24..32-33).

Da quanto si detto fino a questo punto si ricava che l'insegnamento degli apostoli il frutto di un'esperienza, un'esperienza personale di salvezza iniziata con l'incontro dello sguardo di Ges e terminata con la presa di possesso del loro cuore da parte dello Spirito Santo.

2 - L'insegnamento fondamentale degli apostoli

Possiamo provare adesso a rispondere alla seconda domanda, quella che si propone di cercare qual l'insegnamento fondamentale degli apostoli.

Come accennato, l'insegnamento degli apostoli non poteva che essere il riflesso di ci che Dio aveva operato nella loro vita, ed i momenti forti della loro vita sono stati: Ges di Nazaret, l'insospettato orrore del peccato, la vittoria di Ges sul peccato, il completamento della loro salvezza mediante l'opera dello Spirito Santo. Questi sono gli elementi che ritroviamo nel primo discorso di Pietro ed i temi ricorrenti nella predicazione degli apostoli.

Vediamo infatti Pietro annunciare agli uomini di Giudea e a tutti coloro che sono in Gerusalemme, Ges di Nazaret uomo di Dio che ha operato con potenza in mezzo a loro. Ma loro, che cosa ne hanno fatto di Ges di Nazaret? Pietro senza paura e senza mezzi termini denuncia: voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso; ed ora, queste parole inchiodano loro a prendere coscienza della gravit del loro peccato.

Pietro denuncia apertamente il loro peccato, perch sa che questa presa di coscienza un passaggio inevitabile per poter partecipare alla vittoria di Ges sul peccato. Dice poi il libro degli Atti che: all'udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: 'che cosa dobbiamo fare fratelli' (At 2, 37).

Pietro, che dopo aver rinnegato Ges si era trovato in una situazione simile, sa indicare loro la via d'uscita, e la via d'uscita : non aver paura di Ges quando Ges rivela il peccato dell'uomo, perch quando Ges rivela all'uomo il suo peccato perch vuole offrirgli contemporaneamente il suo perdono. Per questo Pietro dice ai suoi ascoltatori: pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Ges, per la remissione dei vostri peccati (At 2, 38).

La parola battesimo significa "immersione" ed il nome Ges significa "Dio salva"; da questo si ricava che il rito dell'immersione nell'acqua la figura esteriore di quello che deve diventare un atteggiamento interiore sempre pi consapevole, ossia l'immersione di tutto noi stessi, di tutta la nostra vita nella salvezza che Dio ci offre in Ges; oppure, secondo un'immagine che usa San Paolo nella lettera ai Galati: quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo (Gal 3, 27).

Queste immagini indicano che la salvezza dipende dalla nostra adesione totale a Ges cos come l'acqua aderisce totalmente a chi vi immerso ed il vestito aderisce intimamente a chi lo indossa. importante sottolineare che Pietro invita i suoi ascoltatori ad immergersi in Ges non perch sono buoni, ma perch dispiace loro di essere cattivi.

Questo cammino che conduce Pietro e gli abitanti di Gerusalemme alla consapevolezza del loro peccato, al dolore e al pentimento, conduce anche alla partecipazione della vittoria di Ges sul peccato. Ges, innocente, che per amore nostro e del Padre suo ha accettato di prendere su di s le conseguenze del peccato del mondo e ne morto, il terzo giorno risorge; cos, in coloro che accettano di prendere su di s le conseguenze del loro peccato, accade in una certa misura qualche cosa di simile alla morte e risurrezione di Ges. Questo insegnato da San Paolo nella lettera ai Romani: come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, cos anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a Lui con una morte simile alla sua, saremo uniti anche con la sua risurrezione (Rm 6, 4-5).

Giunti a questo punto si gi ad un buon punto ma l'opera della salvezza non ancora completa. Come agli apostoli, dopo aver ricevuto il conforto di Ges risorto, stato chiesto di rimanere in citt finch non fossero stati rivestiti di forza dall'alto, cos Pietro promette il dono dello Spirito Santo a coloro che, pentiti, si sono fatti battezzare nel nome di Ges ed hanno ricevuto il conforto della remissione dei loro peccati (At 2, 38). Lo Spirito Santo Colui che completa e perfeziona la salvezza dell'uomo, ed il segno che lo Spirito Santo arrivato quando si ha la luce, la forza e la carit per annunciare agli altri le grandi opere di Dio, cos come successo agli apostoli nel giorno di Pentecoste.

3 - A che cosa tendeva l'insegnamento degli apostoli

Dopo aver riflettuto sull'origine e sul contenuto dell'insegnamento degli apostoli, cerchiamo adesso di vedere a che cosa tendeva, quale era lo scopo di questo insegnamento.

Nonostante gli alti e bassi, nonostante le situazioni forti per le quali erano dovuti passare, gli apostoli hanno sperimentato che la loro avventura con Ges era l'unica avventura capace di dare veramente senso alla loro vita, era l'unica avventura che conduceva alla pienezza dell'amore, alla pienezza della gioia. Avevano quindi vissuto qualche cosa di talmente forte, talmente vero e talmente bello da desiderare di coinvolgere quante pi persone potevano nella loro stessa avventura, perch anche altri potessero beneficiare della vita nuova che Ges, lo Spirito Santo ed il Padre celeste offrivano agli uomini.

L'evangelista Giovanni cos si esprime all'inizio della sua prima lettera: ci che era fin da principio, ci che noi abbiamo udito, ci che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ci che noi abbiamo contemplato e ci che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita poich la vita si fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ci rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si resa visibile a noi, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perch anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione col Padre e col Figlio suo Ges Cristo. Queste cose vi scriviamo, perch la nostra gioia sia perfetta (1Gv, 1-4).

Questa l'estrema sintesi del messaggio cristiano, l'estrema sintesi dell'insegnamento degli apostoli. Insegnamento che tende a fare entrare in comunione con la Vita eterna coloro che lo accolgono. Questa vita eterna, la vita stessa della Santissima Trinit, manifestata agli uomini nella persona di Ges ed Ges stesso. Ges, che in comunione con il Padre ed l'unico nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale stabilito che possano essere salvati (At 4, 12), noi lo possiamo comprendere pienamente solo mediante l'opera dello Spirito Santo.

4 - L'insegnamento degli apostoli valido ancora oggi?

Rimane a questo punto da riflettere sull'ultima domanda che ci siamo posti: come mai l'insegnamento degli apostoli valido ancora oggi?

Potremmo rispondere in questo modo: l'uomo, per il fatto di esistere e di essere uomo, ha bisogno di qualcuno che sia in grado di dirgli qualche cosa sul senso della vita, sulla sua fame e sete di conoscenza, di amore, di felicit, ma anche sul senso del dolore e della morte che di fatto contraddicono i suoi desideri. E dopo la morte, che cosa lo attende? Questi interrogativi valgono per gli uomini di tutti i tempi e se non si trovano risposte adeguate l'uomo vive malamente, muore o impazzisce. Gli apostoli di ieri e di oggi annunciano a tutti coloro che vogliono ascoltarli che hanno trovato Colui che pu rispondere a tutti gli interrogativi e a tutte le attese del cuore dell'uomo, perch la sorgente della vita, della luce, dell'amore ed il senso di ogni vita si sono fatti visibili e loro ne hanno fatto esperienza, la Vita ha un nome ed quello di Ges di Nazaret.

Naturalmente, perch la vita divina possa diffondersi pienamente nel cuore dell'uomo necessario compiere un certo cammino, un cammino simile a quello compiuto dagli apostoli.

Anche per noi, le tappe principali di questo cammino sono: l'incontro con Ges e la decisione di seguirLo, seguire Ges ci condurr prima o poi nel centro di una battaglia, la battaglia contro il peccato, il peccato che in noi e quello che c' attorno a noi; partecipare a questa battaglia la condizione essenziale per partecipare anche alla vittoria di Ges sul peccato. L'ultima tappa sar l'attesa del dono dello Spirito Santo.

A proposito di questa battaglia, cos si esprime Ges nel Vangelo di Luca: pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera (Lc 12, 53).

Se in una casa c' qualcuno a cui importa di Ges e qualcuno a cui non importa di Ges, inevitabile che sorgano incomprensioni, tensioni, lotte; questo perch seguire Ges significa percorrere un cammino che ha una direzione diversa da quello che percorre chi non Lo segue. Ma questa divisione si applica anche a quelle parti della nostra vita che non sono ancora di Ges, ossia non sono completamente purificate.

Per giungere alla vittoria sul peccato bisogna accettare, con il soccorso della grazia, di riconoscere che il peccato abita in noi; quando a questa accettazione segue il dolore ed il pentimento, allora Ges ci concede di partecipare alla vittoria sul peccato, ossia il suo perdono. L'apostolo Giovanni cos scrive nella sua prima lettera: se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verit non in noi. Se riconosciamo i nostri peccati, egli che fedele e giusto ci perdoner i peccati e ci purificher da ogni colpa. Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non in noi (1Gv 1, 8-9).

Oltre alla presa di coscienza del nostro peccato e del peccato del mondo, seguire Ges ci conduce anche al raggiungimento di un'altra consapevolezza, anche questa essenziale per poter partecipare alla sua risurrezione: la consapevolezza della nostra incapacit e impotenza a fare alcunch senza di Lui. Ges lo dice chiaramente nel Vangelo di Giovanni: senza di me non potete fare nulla (Gv 15, 5).

Nella vita di Pietro, oltre al momento della morte di Ges, c' un episodio che illustra bene questa lezione. L'episodio si situa tra la risurrezione e l'ascensione: il periodo in cui Ges a volte appare e a volte scompare. Un giorno, mentre Ges non c'era, Pietro, non sapendo bene cosa fare, decide con alcuni compagni di andare a pescare, tuttavia, nonostante l'impegno di tutta una notte non riescono a prendere nemmeno un pesce. Al mattino incontrano un uomo che dice loro di gettare nuovamente la rete; obbediscono e contro ogni previsione la rete si riempie di pesci (Gv 21, 3 ss || Lc 5, 4-10). Riconoscono allora che quell'uomo Ges risorto.

La cosa singolare di questo episodio, che Pietro e i suoi compagni sperimentano la loro impotenza proprio in quella attivit in cui sono pi esperti, proprio nella loro professione; tuttavia, il passaggio per quella umiliante esperienza li ha condotti a beneficiare dell'abbondanza della grazia che Ges risorto concede a coloro che fedelmente Lo seguono.

Pi profondamente l'episodio tendeva a lasciare un insegnamento, insegnamento secondo cui deve venir meno l'attivit secondo la natura perch possa seguire l'attivit secondo la grazia. Anche in questo caso Ges insegnava ai suoi il passaggio attraverso il mistero pasquale, mistero che prevede il passaggio dalla morte alla vita.

Tutto questo accade in misura maggiore o minore, in dosi pi concentrate o diluite a coloro che onestamente hanno deciso di rispondere alla chiamata di Ges e di seguirLo. E siccome questo cammino il cammino che ci conduce al possesso del pi grande di tutti i beni, che la comunione con Dio stesso, giusto che ci venga richiesto un certo impegno e una certa perseveranza, l'impegno e la perseveranza di tutta la vita.

Il dono dello Spirito Santo ha proprio il compito di fortificare il nostro cuore, di illuminare la nostra mente perch possiamo comprendere in profondit le parole di Ges e rendere la nostra adesione a Lui solida e gioiosa, cos da poter giungere al termine del cammino che conduce alla Vita.

Pi diventiamo consapevoli e disposti ad accettare la guida del Signore, pi Lui riuscir a condurci avanti nella sua via e meno correremo il rischio di passare per il purgatorio ad imparare certe lezioni. Ci conviene allora fare come i primi cristiani dei quali detto che erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli. Le cose di Dio sono profonde e inesauribili, toccano la vita dell'uomo nelle sue radici e per comprenderle ci vuole molta attenzione, docilit alla grazia e tempi non brevi.

L'insegnamento degli apostoli, di cui abbiamo cercato di comprendere i punti fondamentali, uno degli strumenti che formano e tengono unita una comunit cristiana, una comunit cristiana che volesse stare insieme per cercare cose diverse da questo insegnamento non potrebbe chiamarsi cristiana e a lungo andare difficilmente potrebbe sussistere come comunit.

Brevi riflessioni

NOTA: se vuoi stampare le riflessioni verranno automaticamente esclusi: l'intestazione, le immagini, i menu e il pi di pagina.

Meditazioni

Consapevole che le meditazioni proposte non sono che incerti balbettii, faccio appello alla carit del lettore perch vengano accolte con benevolenza. In fondo, davanti a Dio, siamo tutti dei bambini bisognosi di imparare a parlare l'unica lingua che si parli nel suo Regno, la lingua dell'amore.

NOTA: se vuoi stampare le meditazioni verranno automaticamente esclusi: l'intestazione, le immagini, i menu e il pi di pagina.