Meditazioni sul Vangelo

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Il grido del profeta

Il grido del profeta (Lc 3, 1-6)

Prima di incontrare il suo Salvatore l’uomo deve diventare consapevole di averne bisogno, per questo ci vuole un tempo di preparazione. Giovanni Battista è il profeta che prepara Israele a incontrare Gesù. L’impresa è impegnativa sia per il profeta, sia per il popolo, sia per noi, perché dobbiamo accettare un “battesimo”, ossia un’immersione nella consapevolezza di due dati di fatto: il primo è che l’umanità sta percorrendo vie tortuose che la allontanano sempre più da Dio, e il secondo è che, come conseguenza di questo allontanamento, si accumulano sulla faccia della terra montagne di peccato, ossia di offese sempre più gravi fatte a Dio e al prossimo; questo non può non generare tribolazioni a non finire. Noi, essendo solidali con un’umanità molto peccatrice ne subiamo i condizionamenti, siamo così facilmente indotti a peccare, e spesso lo facciamo senza nemmeno rendercene conto. Anche ai nostri giorni avremmo bisogno di un profeta che gridi nel deserto di questo mondo arido e inospitale: “Convertitevi, smettete di percorrere le vie tortuose che vi allontanano da Dio, invertite la rotta e ritornate a lui”; Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Sembra invece che in questo tempo di grande calamità, … anche il profeta e il sacerdote si aggirino per il paese e non sanno che cosa fare (Ger 14, 18).

In ogni caso, la prima preparazione della via, perché noi possiamo andare verso il Signore e lui possa venire verso di noi, è riconoscere che ci siamo inoltrati in un labirinto tale di vie tortuose che ci siamo persi, la confusione regna nelle nostre menti e l’angoscia nei nostri cuori rendendoli duri e cattivi. Non è possibile fare l’economia di questa dolorosa presa di coscienza, perché il Salvatore viene per i malati, non per i sani, viene per salvarci dalla confusione, dall’angoscia, dalla durezza di cuore…; lui solo è la Luce del mondo, il Medico che sana ogni malattia, la Misericordia che perdona ogni peccatore pentito. Il salmista ci incoraggia suggerendoci come pregare in questa situazione: Invocami nel giorno della sventura: ti salverò e tu mi darai gloria (Sal 49, 15).

Quando l’uomo non respinge la luce che gli mostra la sua poco brillante situazione e tenta giustamente di fare qualcosa per invertire la rotta, per raddrizzare i suoi sentieri, per essere retto nei pensieri e nelle azioni, scopre ben presto di trovarsi impegnato in un’impresa molto ardua, perché il suo stato è talmente grave, le sue forze talmente deboli, la strada da percorrere talmente lunga, che lo scoraggiamento rischia di vanificare i tentativi intrapresi per camminare su retti sentieri. Un po’ come Pietro che incomincia a camminare sulle acque, ma poi sprofonda impaurito dalla violenza del vento (Mt 14, 29-30); o come chi mette mano all’aratro e poi si volge indietro (Lc 9, 62).

Se però facciamo attenzione alle parole del profeta Isaia, che caratterizzano anche la predicazione di Giovanni Battista, troviamo un motivo di speranza, infatti, mentre nella prima parte del richiamo ci sono due verbi all’imperativo: preparate, raddrizzate, per indicare ciò che dobbiamo fare noi, nella seconda parte i verbi sono nella forma passiva, e indicano ciò che Dio farà per noi: Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diventeranno diritte e quelle impervie spianate; come a dire: non noi, ma il Signore colmerà il vuoto grande come un burrone che fa inquieto il nostro cuore, il Signore spianerà le montagne e le colline dei nostri peccati, il Signore ci darà la forza per camminare sulla via della rettitudine e ci farà progredire sulla via della perfezione. Le vie dell’umiltà e della carità hanno poi un’estensione e una profondità tali che, più si procede, più ci si scopre principianti e più si è bisognosi di perdono. In questo lavoro, la nostra parte consiste soprattutto nel faticare molto e concludere poco, poi, quando il Signore lo riterrà opportuno, verrà a colmare i burroni, ad abbassare i monti, a raddrizzare le vie tortuose, e, alla fine: Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio (Lc 3, 1-6).

Maria, a cui è sempre bene affidare ogni cosa, ci ottenga le grazie necessarie per giungere felicemente al termine del cammino.

Brevi riflessioni

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Meditazioni

Consapevole che le meditazioni proposte non sono che incerti balbettii, faccio appello alla carità  del lettore perché vengano accolte con benevolenza. In fondo, davanti a Dio, siamo tutti dei bambini bisognosi di imparare a parlare l'unica lingua che si parli nel suo Regno, la lingua dell'amore.

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